martedì 20 luglio 2010

La casa degli spiriti di Isabel Allende



"Barrabas arrivò in famiglia per via mare, annotò la piccola Clara con la sua delicata calligrafia."
Così inizia la storia di questa saga famigliare dove Clara ne è il filo conduttore e dove amore, magia, soprusi, litigi famigliari, riappacificazioni, povertà e guerra civile si intrecciano meravigliosamente e dove ogni personaggio ha un suo compito specifico. Un modo sicuramente originale per descrivere a volte con fantasia a volte con realtà il destino di un popolo.

La stanza dell'orso e dell'ape di Michela Celani e Miotto Patrizia



"Non è che gli angeli mi fanno cadere quando mi vengono a prendere? No gli angeli non hanno mai fatto cadere nessuno." Questa è la frase conclusiva di questo triste e dolce libro, che narra una storia veramente accaduta. Fa riflettere, perchè purtroppo solo quando ci si trova in situazioni del genere, si viene a conoscenza di una realtà nascosta, ma che purtroppo esiste. Mentre noi ci lamentiamo di questo e quel doloretto, ci sono molte persone che lottano in silenzio per poter arrivare a domani.

La bestia di Raffaele Sardo



La prefazione di questo libro è stata scritta da Roberto Saviano. Vorrei citare un concetto che mi ha molto colpito.
"Raffaele Sardo è un giornalista che da molto tempo ha deciso di custodire il territorio in cui è nato. Non si è lasciato stringere nella morsa contraddittoria per cui se parli di certe questioni infanghi la tua terra e invece se non ne parli la rispetti. Ha compreso subito la perversione di questa logica omertosa, che otteneva solo di accentuare un interesse localissimo per certe vicende ed un interesse nazionale che finiva col favorire i profitti dei clan. Custodire la memoria in terra di camorra significa custodire il vaccino contro certi poteri, non dimenticare che le maschere di chi ha dominato queste terre in passato vengono indossate dai potenti di oggi."

Questo libro racconta la storia di sei persone che sono state uccise per il solo fatto di essersi ribellate. Don Peppe Diana morto nel 1994 mentre si accingeva a dire la messa; Salvatore Nuvoletta un carabiniere di 20 anni ucciso nel 1982 per un caso di omonimia con i Nuvoletta mafiosi; Federico del Prete, un sindacalista ucciso nel 2002; Alberto Varone un piccolo imprenditore che non aveva voluto cedere la sua attività alla mafia, ucciso per dare l'esempio; Franco Imposimato fratello del giudice Imposimato ucciso nel 1983; Attilio Romanò ucciso per caso nel suo negozio. Per ognuno di questi funerali nessun Presidente della Repubblica, nessun ministro e nessuna autorità furono presenti.
Dopo aver letto questo libro mi sono resa conto che per troppo tempo il Nord lavoratore ha accusato e puntato il dito contro il Sud che non lavora, non produce, è omertoso. Forse bisognerebbe fare un grande atto di umiltà e, invece che condannare, iniziare a tendere una mano, ad aiutare concretamente questo Sud che mai come in quesi anni ha sofferto e purtroppo continua a soffrire. Penso che sia impossibile sconfiggere la mafia però la si può contrastare per cui ben vengano i 400 uomini che ha mandato il governo, anche se penso che siano pochi, ben vengano tutti gli arresti che stanno avvenendo in questi giorni a Napoli, però mai abbassare la guardia. E ben venga questo libro che, anche se mi ha lasciato l'amaro in bocca, se non altro mi ha fatto capire come purtroppo sia ancora difficile vivere e lavorare al sud.

Chi ha letto Gomorra non può non leggere questo libro.

Il vagabondo delle stelle di Jack London



"Ho sempre avuto, nel corso della mia intera esistenza, la netta sensazione di aver vissuto in altri tempi e in altri luoghi, di avere addirittura ospitato in me altre persone".
Libro allo stesso tempo straordinario e sconvolgente ambientato all'interno del carcere di San Quentin in California, dove il protagonista, per poter sopportare tutte le torture che quotidianamente subisce, inizia una sorta di viaggio immaginario che lo trasporta in altri luoghi e altri tempi.
Nel leggere questo libro si apprende anche quanto brutalmente siano trattati i carcerati da parte delle guardie carcerarie e quanta poca umanità ci sia. Dovremmo riflettere sul fatto che dietro il più brutto dei crimini c'è sempre un essere umano.

Il silenzio di Gianni Palagonia



Questo libro è stato scritto da Gianni Palagonia, uno pseudonimo utilizzato per ragioni di sicurezza. Ha maturato una notevole esperienza in importanti indagini dirette al contrasto della mafia, della criminalità organizzata, del terrorismo interno. Il libro è diviso in 5 parti. Quella che mi ha lasciato più rabbia e indignazione è stata la quarta intitolata pentiti e pentitismo. Mentre le forze dell'ordine avevano un budget di Lire 42.000 per mangiare, il pentito aveva un budget illimitato. Cito:"Ordinò quello che noi non potevamo, a meno che non pagassimo di tasca nostra. Aveva rapinato, sparato, ammazzato e adesso mangiava. E meglio di noi. Facemmo tutti finta di niente, mentre il pranzo lentamente ci andava di traverso. Ne parlammo ai sindacati, fecero un gran casino. Non cambiò nulla." E ancora: " Il pentito si lamentò con il magistrato del fatto che nella villa (no appartamento ma addirittura una villa) dove era stata sistemata la moglie c'era un po' di umidità in camera da letto, e scoprimmo che solo per l'affitto il pentito riceveva Lire 1.500.000 al mese. Io prendevo Lire 2.100.000 con moglie e 2 figli a carico." L'equazione lo Stato ha bisogno del pentito quanto il pentito dello Stato forse deve essere rivista. Di frasi di sconforto ed impotenza ne è pieno il libro. Tante sono le domande che mi verrebbero da porre, tante sono le cose che forse non si sanno perchè nessuno ce le racconta, e tanti sono gli uomini che ogni giorno rischiano la vita per pedinare questo e quel delinquente che poi, grazie a questa o quella conoscenza rimane impunito. Per non parlare del comportamento di certi magistrati, pubblici ministeri e avvocati. Spero solo che di questi personaggi negativi ce ne siano veramente pochi. Purtroppo di quella squadra pochissimi sono rimasti; gli altri si sono trasferiti al nord.

Diario piccolo di Rosa Noci



"La mia nonna prepara le polpette come nessun altro al mondo. Mia sorella, che ha 12 anni, dice che sono meravigliose. Io, che di anni ne compio 6 tra pochi giorni, dico che sono le più buonissime di tutto l'universo... che è sbagliato in grammatica, ma rende bene l'idea".
Inizia così questo piccolo libriccino che leggi tutto d'un fiato e che ti riporta indietro nel tempo. Un tempo dove, chi viveva in campagna non poteva non respirare certi valori, certe usanze, sicuramente semplici, ma che ti lasciano un segno che ti accompagnerà per tutta la vita e che, quando sei adulto ricordi con molta nostalgia.
Leggendo questo libro non si può non fare il confronto con la nostra infanzia e a volte ricordare e sorridere di certi episodi raccontati nel libro, perchè magari li abbiamo vissuti anche noi.

Sfiorato da un angelo di Annalisa Margiotta



"In molti sostengono che a lungo andare, con il passare degli anni, si comincino a dimenticare molte cose e anche i ricordi più importanti comincino a svanire."
Inizia così una delle più belle storie d'amore mai lette in tutta la mia vita. Mi ha molto colpito la delicatezza con la quale la giovane autrice racconta questa bellissima storia. Gli ingredienti ci sono tutti: l'amicizia, il tradimento, il dolore, il diavolo che quando vuole ci mette lo zampino, ed il finale che mi ha toccato il cuore fino alle lacrime. La particolarità di questo libro è che viene raccontata dal diretto interessato, il quale ha una profondità d'animo ed un immenso amore che pochissimi hanno.
Mai mi era capitato che un libro mi catturasse fin dalle prime righe.

Cecenia il disonore russo di Anna Politkovskaja



Leggi questo libro e ti chiedi: "quanto ne sappiamo veramente di cosa sta succedendo in Russia? Nulla, se non da quel poco che ne dicono i telegiornali.
Questo libro è un racconto e una denuncia di quanto sta accadendo e continua ad accadere nel più totale silenzio.
Donne e ragazzine violentate, senza la possibilità di ottenere giustizia, perchè nessuno mai sporgerà denuncia. Chi violenta rimane impunito. Sempre.
Chi parla, o viene messo a tacere, o viene fatto sparire; tanti uomini e donne spariti nel nulla. Di loro non si sa niente.
Torture, fisiche e psicologiche; condizioni di vita impensabili; un'oppressione continua verso un popolo, quello ceceno che, non solo viene odiato, ma del quale non si vuole che esista.
Se sei ceceno nessuno ti offrirà lavoro o una casa.
Tutto questo con il benestare del Cremlino.
Sconvolgente tutto il capitolo su Putin.
Questo libro è stato scritto da una giornalista coraggiosa, Anna Politkovskaja uccisa nel 2006 perchè aveva deciso di raccontare.

Spingendo la notte più in là di Mario Calabresi



Più che bello giudico il libro interessante per chi, come me di terrorismo e anni di piombo non sa niente. Implicazioni politiche, giustizia che va a rilento, tante vittime di terrorismo lasciate sole. Penso siamo stati gli anni più bui del nostro paese.La forza di questa madre rimasta vedova con 2 bambini piccoli e uno in arrivo mi ha commosso fino alle lacrime.
In questo libro le ingiustizie sono molte, ma non ho mai letto la parola rancore, bensì la parola giustizia. A volte trovare la giustizia in certi ambienti non è cosa semplice. Mario Calabresi con questo libro ha tentato di farlo, come riscatto alla memoria di suo padre.

Sud un viaggio civile e sentimentale di Marcello Veneziani



Non avevo mai letto nulla di Marcello Veneziani e questo libro è stato per me una vera sorpresa.
Viene analizzata la situazione meridionale attraverso un viaggio tra varie regioni, Campania, Puglia, Sicilia e Calabria; in maniera molto ironica a volte e seria altre, viene fatto un quadro di un meridione che avrebbe le capacità per emergere, ma che purtroppo non ci riesce. Se alla fine ti rimangono i profumi, i colori, i nomi dei paesi, le usanze e i costumi, prendi però anche coscienza di tutti gli errori fatti, le infrastutture che mancano, i collegamenti ferroviari pressochè inesistenti. Il capitolo 9 "Fine corsa Eboli" e molto interessante perchè fa un quadro aperto a 360° su tutto quello che manca e che si potrebbe fare. Una frase mi ha molto colpito :"Nessun tg nazionale si fa al sud. Mezza Italia non è rappresentata nei media. Il Palazzo sta a Roma, la Borsa a Milano. La Rai è a Roma, Mediaset a Milano. Nessuna banca nazionale è al sud" a ben pensarci è vero.
Molto interessanti gli accanci con la storia e molto bello quello che dice di Roberto Saviano.

Per non morire di mafia di Piero Grasso



"Finchè la mafia esiste bisogna parlarne, discuterne, reagire. Il silenzio è l'ossigeno grazie al quale i sistemi criminali si riorganizzano e la pericolosissima simbiosi di mafia, economia e potere si rafforza. I silenzi di oggi siamo destinati a pagarli duramente domani, con una mafia sempre più forte, con cittadini sempre meno liberi."
Procuratore nazionale antimafia dall'ottobre 2005, Pietro Grasso è stato giudice a latere nel primo maxiprocesso a Cosa Nostra nel 1985 ed è proprio dal maxiprocesso che ha inizio questa lunga intervista.
475 imputati, 438 capi di imputazione, tra cui 120 omicidi, tutti reati attribuiti a Cosa Nostra nei 10 anni precedenti. Il processo inizia il 10 febbraio 1986 e la Corte di Cassazione conferma l'impianto accusatorio di Falcone e Borsellino il 30 gennaio 1992. Un colpo durissimo per la mafia. I problemi di questo maxiprocesso sono stati innumerevoli, ma c'è sempre stata la volontà e la collaborazione di tutti per poterli superare. Si parla poi della Procura nazionale antimafia, con i suoi compiti, ma anche le carenze non solo legislative ma anche di mezzi e persone.
Interessante e sconvolgente il capitolo riguardante le altre mafie n'drangheta, camorra, e le nuove mafie. Per ognuna di queste Grasso indica in maniera molto incisiva i mezzi per poterle combattere.L'ultimo capitolo intitolato "le armi dell'antimafia" è stato quello che mi ha colpito di più. C'è ancora moltissimo lavoro da fare, soprattutto sul piano legislativo, ma sono sicura che se si fa tesoro di quanto lasciato da Falcone e Borsellino, se si presta attenzione all'operato di Pietro Grasso e alle sue precise indicazioni, si hanno tutti i mezzi necessari per poter sconfiggere questo "sistema" che nel 2009 fa ancora parlare di se.

Ali bruciate i bambini di Scampia di Davide Cerullo



Vi siete mai chiesti come vivono i bambini di Scampia? E già, perchè essere adolescente o bambino a Scampia non è affatto semplice, anzi, si diventa adulti molto presto. Padri in carcere, madri che spesso sono più preoccupate di guardare televonvele piuttosto che tenere d'occhio i figli e i figli che vivono in strada tra spacciatori e delinquenti. Cosa chiedono questi bambini? Amore, carezze, affetto! Invece... Certo ci sono anche però ragazzi che ce la fanno, come chi scrive il libro che, una volta uscito dal carcere cambia radicalmente la sua vita, rompendo per sempre con il passato; ma ci sono tanti altri ragazzi che questa forza e questo coraggio non lo hanno e si perdono. Fondamentali gli istituti religiosi che, nel silenzio più totale si adoperano per aiutare questi ragazzi a rimanere fuori dalla strada.
Si legge, si riflette e ci si vergogna pure che nel 2009 ci siano ancora certe situazioni.

Questa pelle è pulita. Diario di uno straniero in carcere



Si parla spesso del sistema carcerario italiano, ma ci siamo mai chiesti cosa succede nel momento in cui si viene arrestati? Questo libro lo spiega molto bene.
Colpevole o innocente poco importa, da quel momento non sei più un essere umano, una persona, ma un peso. Avvocati che non vogliono assumere la tua difesa perché, anche se ti proclami innocente, sanno che sarà una causa persa; guardie carcerarie che si avvalgono della facoltà di denudarti e picchiarti nel più totale silenzio, consapevoli del fatto che, se parli, non verrai creduto e tu ragazzo senegalese che sei stato prelevato in un pomeriggio qualsiasi mentre vendevi libri, e sbattuto in cella senza darti una spiegazione.
Quello che ha dovuto subire questo ragazzo per 5 mesi fa veramente schifo!
Fortunatamente è una storia a lieto fine, in quanto si è realmente dimostrata la sua innocenza, ma le ferite che si porterà dentro penso siano indelebili.

L'oblio della ragione. Racconti di inevitabile follia di Chiara Vitetta



Scritto da una giovane autrice conosciuta durante la manifestazione della micro-editoria a Chiari (Bs) questo libro è una vera scoperta, non solo per la scrittura fresca, ma anche per come vengono raccontate le due storie.
Il sottotitolo è storie di inevitabile follia, come quella dei protagonisti del primo racconto che ti lascia veramente con l’amaro in bocca e riporta la memoria a fatti di cronaca accaduti.
La seconda è una storia paradossale che si intreccia con un’altra storia fino ad un unico finale per niente scontato. Questo libro non lo leggi, lo divori.
Sono sicura che questa ragazza farà strada perché le premesse per diventare una scrittrice affermata ci sono tutte.

Storie di terra e d'ombra di Natale Malinverni



La caratteristica di questo libro è che è scritto su carta di pane, per cui le pagine non sono bianche, ma ocra.
La storia narrata ricorda tempi lontani, di una generazione di persone con certi valori, con un attaccamento alla terra che oggi difficilmente si trova. Accurate le descrizioni, a volte sembra essere dentro quelle terre, vivere le emozioni dei personaggi, cogliere tutti i profumi e i colori che la campagna offre.

Prima che vi uccidao di Giuseppe Fava



“Pippo Fava oggi va riscoperto. Andrebbe riscoperto non come simbolo, non come giornalista, ma come scrittore: perché nei suoi romanzi ha raccontato la sua terra scardinando l’immagine folcloristica dominante della Sicilia, tracciando invece un percorso narrativo di analisi antropologica assai più complesso e variegato.”

Scrive così Roberto Saviano nella sua bella prefazione.

Infatti in questo romanzo si racconta di una Sicilia a noi molto lontana, dove si parla di podestà, di povera gente che lavorava nelle cave per poche lire al giorno, di chi voleva comperarsi un pezzo di terra e veniva messo nella condizione di non poterlo fare, e dove chi alla fine è costretto ad emigrare perché non ha alternative.

Tristissima la storia di Michele e Stellina, i due “Giulietta e Romeo” che vivono la loro storia d’amore nonostante le molte difficoltà, senza il lieto fine purtroppo.

Triste ma commovente anche la vicenda del padre di Stellina, che lavora una vita per poter comperarsi un pezzo di terra, ma che purtroppo è costretto a vendere tutto per poter salvare inutilmente la figlia.

Alla fine di questo romanzo ti rimane molta amarezza per tutti i soprusi che hanno dovuto subire queste persone, per l’arroganza dei “ricchi” che le hanno usate a proprio piacimento , e per lo Stato, che come spesso capita fa finta di non vedere perché forse è più comodo così.

Ius sanguinis. Rabbia, impotenza e speranza nella punta dello stivale di Paola Bottero



Quattro storie che ti lasciano l’amaro in bocca.
La prima storia racconta di Alice che, lasciato il fidanzato in quanto troppo geloso, viene accoltellata.
La seconda è la storia di Gianluca Congiusta, nome pressoché sconosciuto qua al nord; un imprenditore di 32 anni ammazzato a Siderno dall’ndrangheta.
La terza storia racconta di Federica, una ragazzina che muore in ospedale per una banale operazione di appendicite.
L’ultima storia riguarda il classico politico di turno.
Ma è solo da pag. 271 che inizi a capire la storia di questi personaggi; storie che non hanno avuto abbastanza risalto nei telegiornali, quasi sia normale morire sotto i ferri per un’appendicite, o venire uccisi dall’ndrangheta perché magari ti ribelli.
Se non ci fossero persone come l’autrice disposte a raccontare anche di queste realtà, si vivrebbe con gli occhi chiusi, pensando che in Calabria le cose vadano bene.
Purtroppo non è così e tutto passa inosservato nel silenzio più totale.
Sono rimasta sconvolta dall’elenco delle persone uccise dal 17 settembre 2004 al 4 gennaio 2009: ben 145 persone di cui:
108 persone ammazzate per le quali nessun colpevole è stato trovato.
Solo i famigliari di 5 vittime hanno avuto giustizia.
Per tutti gli altri o sono stati arrestati i presunti colpevoli, o sono stati identificati i presunti colpevoli, o si sta svolgendo il processo dei presunti colpevoli. Presunzioni e non certezze!
Questa è l’Italia del 2010! Riflettiamo!!!

Forcella tra incluone ed esclusione sociale di Luigi merola



Stenti a credere a quello che leggi eppure non stiamo parlando di un paese del Burundi, ma siamo in Italia, in Campania, in un quartiere di Napoli chiamato Forcella.
Sconvolgenti i dati che vengono forniti. L'85% della popolazione ha solo la 5à elementare, il 90% delle famiglie ha reddito pari a zero, il 68% ha precedenti penali.
Viene fatta un'analisi sociologica del territorio e si cerca di capire come mai si sia arrivati a questa disastrosa situazione.
La parte finale del libro è costituita da una serie di interviste fatte ad alcuni parrocchiani. Le domande sono sempre le stesse e la cosa che mi ha stupito è che pure le risposte sono state le stesse: tutte con lo sfratto in atto, tutte con solo la 5à elementare, tutte che sono "abili al lavoro" ma che non lo riescono a trovare e tutti che ricevono aiuti dalla Chiesa.
La Chiesa fa quello che può, forse è giunta l'ora che anche lo Stato inizi a fare di più lo Stato garantendo tutte quelle condizioni, lavoro in primis, che possono dare una speranza a questa gente.

Finchè avrò voce di Malalai Yoja



Malalai è una ragazza davvero coraggiosa. Grazie al supporto della famiglia e delle tante persone che credono in lei riesce ad entrare nel parlamento afgano, dove ha il coraggio di denunciare tutti i membri che ne fanno parte. Personaggi corrotti, che hanno commesso crimini orribili, e che purtroppo, spalleggiati dagli Stati Uniti, siedono a capo di quel parlamento.
Dopo il suo discorso, la sua vita è cambiata. Colpevole di aver detto una verità molto scomoda. E’ sopravvissuta a molti attentati, spesso è costretta a cambiare abitazione e la scorta, è costitutita da poche, ma fidatissime persone.
Quello che viene descritto in questo libro è a dir poco sconcertante e si capisce che gli Stati Uniti hanno la loro buona parte di colpa, iniziando una guerra voluta fortemente da Bush e portata avanti da Obama in nome di una democrazia che fatica molto ad essere attuata in un paese dove la gente non vuole affatto l’aiuto degli americani, ma vuole poter riappropriarsi del proprio territorio in maniera del tutto autonoma.
345 Pagine lette tutte d’un fiato dove spesso non credi a quello che stai leggendo, eppure è proprio quello che sta accadendo in Afghanistan nel silenzio più totale.

Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte di Mark Haddon



Ricorda Rain Man in quanto il protagonista della storia è un ragazzino affetto da una forma particolare di autismo. Interessante come l'autore affronta questo tema raccontando un mondo a noi sconosciuto dove magari si risolvono moltiplicazioni in due secondi, ma magari non si vogliono mangiare cibi del colore giallo perchè convinti che porti sfortuna. Inizia come giallo ma poi si intreccia con una realtà che gli è stata tenuta nascosta, forse per proteggerlo, che lo porterà a tutta una serie di avventure, fino al finale non per nulla scontato.
Purtroppo come spesso capita, il mondo degli adulti, con le loro storie di sofferenza ripicche, di rabbia, frustazioni, si scontra con il mondo di questo ragazzo, dove la calma e il silenzio regnano sovrani. Forse a volte bisognerebbe lasciare da parte l'egoismo e pensare di più al bene dei figli.

La mamma dei carabinieri di Filippo Vitale e Alessio Puleo



Finito di leggere il libro il mio primo pensiero è stato "meno male che sono nata al nord!" Io di certo mi sarei fatta suora piuttosto!
Faccio ancora molta fatica ad assimilare quello che ho letto. Un amore sfumato in favore di un matrimonio combinato per salvare l'onore della famiglia. Come al solito chi poteva parlare se ne è ben guardato dal farlo!
Nessuna ribellione, nessun compromesso o il matrimonio o la clausura!
Pensavo che queste fossero solo "leggende metropolitane" invece ho scoperto con rammarico che è stata e spero che non lo sia ancora la triste realtà siciliana.

Quando cadono gli angeli di Tracy Chevalier



"Stamattina mi sono svegliata e c'era un estraneo nel mio letto. Quei capelli biondi non erano certo di mio marito. Non sapevo se sentirmi sbigottita o divertita".

Inizia così questo libro, con il racconto di Kitty Coleman proseguendo poi con il racconto del marito Richard Coleman, poi della figlia Maude, dei vicini di casa, delle domestiche, Simon il ragazzo del cimitero.
I racconti si intrecciano con la storia facendo vedere i vari punti di vista dei personaggi delineando l'Inghilterra dei primi del 900 dove ci si incontrava per il classico te pomeridiano, bisognava portare il lutto vestendosi di nero e dove, alcune donne iniziavano a pensare a come organizzarsi per far sì di poter iniziare a votare.

Il tempo breve di Marco Niada



“ Il tempo è il bene più prezioso. Tanto è vero che spesso ha per noi un’eccezione positiva, laddove non è tiranno: lenisce i dolori, è galantuomo, è saggio quando gli si dà altro tempo, permette di imparare dagli errori, riscattandoci là dove abbiamo fallito, permette di prolungare il piacere, permette di oziare e di intraprendere iniziative importanti”. Pag. 17

E’ stata una vera scoperta questo libro, in quanto analizza in maniera molto accurata l’evoluzione del tempo, mettendo a confronto vari modelli, quello inglese, quello americano ed analizzando anche di come la tecnologia abbia influito in tal senso.

La mattanza di Carlo Lucarelli



26 gennaio 1979 viene ucciso il giornalista Mario Francese.
9 marzo 1979 viene ucciso Michele Reina segretario provinciale della DC.
21 luglio 1979 viene ucciso Boris Giuliano vice capo squadra mobile di Palermo.
25 settembre 1979 viene ucciso il magistrato Cesare Terranova.
6 gennaio 1980 viene ucciso Piersanti Mattarella presidente della regione Sicilia.
6 agosto 1980 viene ucciso Gaetano Costa procuratore capo della Repubblica di Palermo.
30 aprile 1982 viene ucciso Pio La Torre segretario regionale del partito comunista. Aveva presentato in parlamento una proposta di legge che introduceva il reato di associazione mafiosa e prevedeva il sequestro dei patrimoni.
3 settembre 1982 viene ucciso il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Dopo la sua morte viene introdotto il 416 bis articolo del codice penale che stabilisce l’associazione a delinquere di stampo mafioso.
28 luglio 1983 viene ucciso Rocco Chinnici capo dell’ufficio Istruzione di Palermo.
23 maggio 1992 viene ucciso Giovanni Falcone.
19 luglio 1992 viene ucciso Paolo Borsellino.
15 settembre 1993 viene ucciso don Pino Puglisi.

Il libro si conclude così: “Se fosse un romanzo, avremmo le risposte. E se fosse un romanzo o un film, adesso, avremmo una scritta che dice che ogni riferimento a parole o fatti è puramente casuale. Ma qui no, qui non possiamo avercela, perché tutto quello che abbiamo detto, i fatti, le date, le persone, e soprattutto i morti, quelli che hanno scelto la strada del crimine, o quelli che sono stati ammazzati per servire lo stato, la legge, la giustizia, tutto questo, purtroppo, è vero.”

Mi è venuta la pelle d’oca leggere questo libro; in quegli anni ero una ragazzina, una ragazzina come tante che pensava solo a divertirsi lasciando certe problematiche ai grandi.
Ora che sono adulta mi rendo conto che abbiamo attraversato e stiamo attraversando un periodo delicatissimo. Se in passato chi raccontava o combatteva la mafia moriva, oggi invece viene isolato e diffamato.
Mi chiedo solo quando potremmo finalmente leggere la parola fine.

Veronika decide di morire di Paulo Coelho



Avevo sentito parlare di questo libro, ma fino ad oggi non lo avevo mai letto. Una lettura toccante, che ti fa vedere aspetti di vari disagi umani che, se non raccontati, rimarrebbero al buio invece che venire alla luce.
Mi ha molto colpito la storia di Mari, famoso avvocato che si è fatta internare per il solo fatto di soffrire di attacchi di panico. Molto ben dettagliata anche la descrizione di questi attacchi; solitamente solo chi ci è passato riesce a darne una spiegazione così accurata, analizzando non solo cosa capita al tuo corpo, ma pure cosa succede nella tua mente.
Ma la vera protagonista è Veronika che tenta il suicidio e solo in questo posto riesce ad avere il riscatto, a capire che vuole vivere. E vivrà.