
La prefazione di questo libro è stata scritta da Roberto Saviano. Vorrei citare un concetto che mi ha molto colpito.
"Raffaele Sardo è un giornalista che da molto tempo ha deciso di custodire il territorio in cui è nato. Non si è lasciato stringere nella morsa contraddittoria per cui se parli di certe questioni infanghi la tua terra e invece se non ne parli la rispetti. Ha compreso subito la perversione di questa logica omertosa, che otteneva solo di accentuare un interesse localissimo per certe vicende ed un interesse nazionale che finiva col favorire i profitti dei clan. Custodire la memoria in terra di camorra significa custodire il vaccino contro certi poteri, non dimenticare che le maschere di chi ha dominato queste terre in passato vengono indossate dai potenti di oggi."
Questo libro racconta la storia di sei persone che sono state uccise per il solo fatto di essersi ribellate. Don Peppe Diana morto nel 1994 mentre si accingeva a dire la messa; Salvatore Nuvoletta un carabiniere di 20 anni ucciso nel 1982 per un caso di omonimia con i Nuvoletta mafiosi; Federico del Prete, un sindacalista ucciso nel 2002; Alberto Varone un piccolo imprenditore che non aveva voluto cedere la sua attività alla mafia, ucciso per dare l'esempio; Franco Imposimato fratello del giudice Imposimato ucciso nel 1983; Attilio Romanò ucciso per caso nel suo negozio. Per ognuno di questi funerali nessun Presidente della Repubblica, nessun ministro e nessuna autorità furono presenti.
Dopo aver letto questo libro mi sono resa conto che per troppo tempo il Nord lavoratore ha accusato e puntato il dito contro il Sud che non lavora, non produce, è omertoso. Forse bisognerebbe fare un grande atto di umiltà e, invece che condannare, iniziare a tendere una mano, ad aiutare concretamente questo Sud che mai come in quesi anni ha sofferto e purtroppo continua a soffrire. Penso che sia impossibile sconfiggere la mafia però la si può contrastare per cui ben vengano i 400 uomini che ha mandato il governo, anche se penso che siano pochi, ben vengano tutti gli arresti che stanno avvenendo in questi giorni a Napoli, però mai abbassare la guardia. E ben venga questo libro che, anche se mi ha lasciato l'amaro in bocca, se non altro mi ha fatto capire come purtroppo sia ancora difficile vivere e lavorare al sud.
Chi ha letto Gomorra non può non leggere questo libro.

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