
Quattro storie che ti lasciano l’amaro in bocca.
La prima storia racconta di Alice che, lasciato il fidanzato in quanto troppo geloso, viene accoltellata.
La seconda è la storia di Gianluca Congiusta, nome pressoché sconosciuto qua al nord; un imprenditore di 32 anni ammazzato a Siderno dall’ndrangheta.
La terza storia racconta di Federica, una ragazzina che muore in ospedale per una banale operazione di appendicite.
L’ultima storia riguarda il classico politico di turno.
Ma è solo da pag. 271 che inizi a capire la storia di questi personaggi; storie che non hanno avuto abbastanza risalto nei telegiornali, quasi sia normale morire sotto i ferri per un’appendicite, o venire uccisi dall’ndrangheta perché magari ti ribelli.
Se non ci fossero persone come l’autrice disposte a raccontare anche di queste realtà, si vivrebbe con gli occhi chiusi, pensando che in Calabria le cose vadano bene.
Purtroppo non è così e tutto passa inosservato nel silenzio più totale.
Sono rimasta sconvolta dall’elenco delle persone uccise dal 17 settembre 2004 al 4 gennaio 2009: ben 145 persone di cui:
108 persone ammazzate per le quali nessun colpevole è stato trovato.
Solo i famigliari di 5 vittime hanno avuto giustizia.
Per tutti gli altri o sono stati arrestati i presunti colpevoli, o sono stati identificati i presunti colpevoli, o si sta svolgendo il processo dei presunti colpevoli. Presunzioni e non certezze!
Questa è l’Italia del 2010! Riflettiamo!!!

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