martedì 20 luglio 2010

Ius sanguinis. Rabbia, impotenza e speranza nella punta dello stivale di Paola Bottero



Quattro storie che ti lasciano l’amaro in bocca.
La prima storia racconta di Alice che, lasciato il fidanzato in quanto troppo geloso, viene accoltellata.
La seconda è la storia di Gianluca Congiusta, nome pressoché sconosciuto qua al nord; un imprenditore di 32 anni ammazzato a Siderno dall’ndrangheta.
La terza storia racconta di Federica, una ragazzina che muore in ospedale per una banale operazione di appendicite.
L’ultima storia riguarda il classico politico di turno.
Ma è solo da pag. 271 che inizi a capire la storia di questi personaggi; storie che non hanno avuto abbastanza risalto nei telegiornali, quasi sia normale morire sotto i ferri per un’appendicite, o venire uccisi dall’ndrangheta perché magari ti ribelli.
Se non ci fossero persone come l’autrice disposte a raccontare anche di queste realtà, si vivrebbe con gli occhi chiusi, pensando che in Calabria le cose vadano bene.
Purtroppo non è così e tutto passa inosservato nel silenzio più totale.
Sono rimasta sconvolta dall’elenco delle persone uccise dal 17 settembre 2004 al 4 gennaio 2009: ben 145 persone di cui:
108 persone ammazzate per le quali nessun colpevole è stato trovato.
Solo i famigliari di 5 vittime hanno avuto giustizia.
Per tutti gli altri o sono stati arrestati i presunti colpevoli, o sono stati identificati i presunti colpevoli, o si sta svolgendo il processo dei presunti colpevoli. Presunzioni e non certezze!
Questa è l’Italia del 2010! Riflettiamo!!!

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