martedì 20 luglio 2010

Finchè avrò voce di Malalai Yoja



Malalai è una ragazza davvero coraggiosa. Grazie al supporto della famiglia e delle tante persone che credono in lei riesce ad entrare nel parlamento afgano, dove ha il coraggio di denunciare tutti i membri che ne fanno parte. Personaggi corrotti, che hanno commesso crimini orribili, e che purtroppo, spalleggiati dagli Stati Uniti, siedono a capo di quel parlamento.
Dopo il suo discorso, la sua vita è cambiata. Colpevole di aver detto una verità molto scomoda. E’ sopravvissuta a molti attentati, spesso è costretta a cambiare abitazione e la scorta, è costitutita da poche, ma fidatissime persone.
Quello che viene descritto in questo libro è a dir poco sconcertante e si capisce che gli Stati Uniti hanno la loro buona parte di colpa, iniziando una guerra voluta fortemente da Bush e portata avanti da Obama in nome di una democrazia che fatica molto ad essere attuata in un paese dove la gente non vuole affatto l’aiuto degli americani, ma vuole poter riappropriarsi del proprio territorio in maniera del tutto autonoma.
345 Pagine lette tutte d’un fiato dove spesso non credi a quello che stai leggendo, eppure è proprio quello che sta accadendo in Afghanistan nel silenzio più totale.

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