
26 gennaio 1979 viene ucciso il giornalista Mario Francese.
9 marzo 1979 viene ucciso Michele Reina segretario provinciale della DC.
21 luglio 1979 viene ucciso Boris Giuliano vice capo squadra mobile di Palermo.
25 settembre 1979 viene ucciso il magistrato Cesare Terranova.
6 gennaio 1980 viene ucciso Piersanti Mattarella presidente della regione Sicilia.
6 agosto 1980 viene ucciso Gaetano Costa procuratore capo della Repubblica di Palermo.
30 aprile 1982 viene ucciso Pio La Torre segretario regionale del partito comunista. Aveva presentato in parlamento una proposta di legge che introduceva il reato di associazione mafiosa e prevedeva il sequestro dei patrimoni.
3 settembre 1982 viene ucciso il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Dopo la sua morte viene introdotto il 416 bis articolo del codice penale che stabilisce l’associazione a delinquere di stampo mafioso.
28 luglio 1983 viene ucciso Rocco Chinnici capo dell’ufficio Istruzione di Palermo.
23 maggio 1992 viene ucciso Giovanni Falcone.
19 luglio 1992 viene ucciso Paolo Borsellino.
15 settembre 1993 viene ucciso don Pino Puglisi.
Il libro si conclude così: “Se fosse un romanzo, avremmo le risposte. E se fosse un romanzo o un film, adesso, avremmo una scritta che dice che ogni riferimento a parole o fatti è puramente casuale. Ma qui no, qui non possiamo avercela, perché tutto quello che abbiamo detto, i fatti, le date, le persone, e soprattutto i morti, quelli che hanno scelto la strada del crimine, o quelli che sono stati ammazzati per servire lo stato, la legge, la giustizia, tutto questo, purtroppo, è vero.”
Mi è venuta la pelle d’oca leggere questo libro; in quegli anni ero una ragazzina, una ragazzina come tante che pensava solo a divertirsi lasciando certe problematiche ai grandi.
Ora che sono adulta mi rendo conto che abbiamo attraversato e stiamo attraversando un periodo delicatissimo. Se in passato chi raccontava o combatteva la mafia moriva, oggi invece viene isolato e diffamato.
Mi chiedo solo quando potremmo finalmente leggere la parola fine.