martedì 20 luglio 2010

La casa degli spiriti di Isabel Allende



"Barrabas arrivò in famiglia per via mare, annotò la piccola Clara con la sua delicata calligrafia."
Così inizia la storia di questa saga famigliare dove Clara ne è il filo conduttore e dove amore, magia, soprusi, litigi famigliari, riappacificazioni, povertà e guerra civile si intrecciano meravigliosamente e dove ogni personaggio ha un suo compito specifico. Un modo sicuramente originale per descrivere a volte con fantasia a volte con realtà il destino di un popolo.

La stanza dell'orso e dell'ape di Michela Celani e Miotto Patrizia



"Non è che gli angeli mi fanno cadere quando mi vengono a prendere? No gli angeli non hanno mai fatto cadere nessuno." Questa è la frase conclusiva di questo triste e dolce libro, che narra una storia veramente accaduta. Fa riflettere, perchè purtroppo solo quando ci si trova in situazioni del genere, si viene a conoscenza di una realtà nascosta, ma che purtroppo esiste. Mentre noi ci lamentiamo di questo e quel doloretto, ci sono molte persone che lottano in silenzio per poter arrivare a domani.

La bestia di Raffaele Sardo



La prefazione di questo libro è stata scritta da Roberto Saviano. Vorrei citare un concetto che mi ha molto colpito.
"Raffaele Sardo è un giornalista che da molto tempo ha deciso di custodire il territorio in cui è nato. Non si è lasciato stringere nella morsa contraddittoria per cui se parli di certe questioni infanghi la tua terra e invece se non ne parli la rispetti. Ha compreso subito la perversione di questa logica omertosa, che otteneva solo di accentuare un interesse localissimo per certe vicende ed un interesse nazionale che finiva col favorire i profitti dei clan. Custodire la memoria in terra di camorra significa custodire il vaccino contro certi poteri, non dimenticare che le maschere di chi ha dominato queste terre in passato vengono indossate dai potenti di oggi."

Questo libro racconta la storia di sei persone che sono state uccise per il solo fatto di essersi ribellate. Don Peppe Diana morto nel 1994 mentre si accingeva a dire la messa; Salvatore Nuvoletta un carabiniere di 20 anni ucciso nel 1982 per un caso di omonimia con i Nuvoletta mafiosi; Federico del Prete, un sindacalista ucciso nel 2002; Alberto Varone un piccolo imprenditore che non aveva voluto cedere la sua attività alla mafia, ucciso per dare l'esempio; Franco Imposimato fratello del giudice Imposimato ucciso nel 1983; Attilio Romanò ucciso per caso nel suo negozio. Per ognuno di questi funerali nessun Presidente della Repubblica, nessun ministro e nessuna autorità furono presenti.
Dopo aver letto questo libro mi sono resa conto che per troppo tempo il Nord lavoratore ha accusato e puntato il dito contro il Sud che non lavora, non produce, è omertoso. Forse bisognerebbe fare un grande atto di umiltà e, invece che condannare, iniziare a tendere una mano, ad aiutare concretamente questo Sud che mai come in quesi anni ha sofferto e purtroppo continua a soffrire. Penso che sia impossibile sconfiggere la mafia però la si può contrastare per cui ben vengano i 400 uomini che ha mandato il governo, anche se penso che siano pochi, ben vengano tutti gli arresti che stanno avvenendo in questi giorni a Napoli, però mai abbassare la guardia. E ben venga questo libro che, anche se mi ha lasciato l'amaro in bocca, se non altro mi ha fatto capire come purtroppo sia ancora difficile vivere e lavorare al sud.

Chi ha letto Gomorra non può non leggere questo libro.

Il vagabondo delle stelle di Jack London



"Ho sempre avuto, nel corso della mia intera esistenza, la netta sensazione di aver vissuto in altri tempi e in altri luoghi, di avere addirittura ospitato in me altre persone".
Libro allo stesso tempo straordinario e sconvolgente ambientato all'interno del carcere di San Quentin in California, dove il protagonista, per poter sopportare tutte le torture che quotidianamente subisce, inizia una sorta di viaggio immaginario che lo trasporta in altri luoghi e altri tempi.
Nel leggere questo libro si apprende anche quanto brutalmente siano trattati i carcerati da parte delle guardie carcerarie e quanta poca umanità ci sia. Dovremmo riflettere sul fatto che dietro il più brutto dei crimini c'è sempre un essere umano.

Il silenzio di Gianni Palagonia



Questo libro è stato scritto da Gianni Palagonia, uno pseudonimo utilizzato per ragioni di sicurezza. Ha maturato una notevole esperienza in importanti indagini dirette al contrasto della mafia, della criminalità organizzata, del terrorismo interno. Il libro è diviso in 5 parti. Quella che mi ha lasciato più rabbia e indignazione è stata la quarta intitolata pentiti e pentitismo. Mentre le forze dell'ordine avevano un budget di Lire 42.000 per mangiare, il pentito aveva un budget illimitato. Cito:"Ordinò quello che noi non potevamo, a meno che non pagassimo di tasca nostra. Aveva rapinato, sparato, ammazzato e adesso mangiava. E meglio di noi. Facemmo tutti finta di niente, mentre il pranzo lentamente ci andava di traverso. Ne parlammo ai sindacati, fecero un gran casino. Non cambiò nulla." E ancora: " Il pentito si lamentò con il magistrato del fatto che nella villa (no appartamento ma addirittura una villa) dove era stata sistemata la moglie c'era un po' di umidità in camera da letto, e scoprimmo che solo per l'affitto il pentito riceveva Lire 1.500.000 al mese. Io prendevo Lire 2.100.000 con moglie e 2 figli a carico." L'equazione lo Stato ha bisogno del pentito quanto il pentito dello Stato forse deve essere rivista. Di frasi di sconforto ed impotenza ne è pieno il libro. Tante sono le domande che mi verrebbero da porre, tante sono le cose che forse non si sanno perchè nessuno ce le racconta, e tanti sono gli uomini che ogni giorno rischiano la vita per pedinare questo e quel delinquente che poi, grazie a questa o quella conoscenza rimane impunito. Per non parlare del comportamento di certi magistrati, pubblici ministeri e avvocati. Spero solo che di questi personaggi negativi ce ne siano veramente pochi. Purtroppo di quella squadra pochissimi sono rimasti; gli altri si sono trasferiti al nord.

Diario piccolo di Rosa Noci



"La mia nonna prepara le polpette come nessun altro al mondo. Mia sorella, che ha 12 anni, dice che sono meravigliose. Io, che di anni ne compio 6 tra pochi giorni, dico che sono le più buonissime di tutto l'universo... che è sbagliato in grammatica, ma rende bene l'idea".
Inizia così questo piccolo libriccino che leggi tutto d'un fiato e che ti riporta indietro nel tempo. Un tempo dove, chi viveva in campagna non poteva non respirare certi valori, certe usanze, sicuramente semplici, ma che ti lasciano un segno che ti accompagnerà per tutta la vita e che, quando sei adulto ricordi con molta nostalgia.
Leggendo questo libro non si può non fare il confronto con la nostra infanzia e a volte ricordare e sorridere di certi episodi raccontati nel libro, perchè magari li abbiamo vissuti anche noi.

Sfiorato da un angelo di Annalisa Margiotta



"In molti sostengono che a lungo andare, con il passare degli anni, si comincino a dimenticare molte cose e anche i ricordi più importanti comincino a svanire."
Inizia così una delle più belle storie d'amore mai lette in tutta la mia vita. Mi ha molto colpito la delicatezza con la quale la giovane autrice racconta questa bellissima storia. Gli ingredienti ci sono tutti: l'amicizia, il tradimento, il dolore, il diavolo che quando vuole ci mette lo zampino, ed il finale che mi ha toccato il cuore fino alle lacrime. La particolarità di questo libro è che viene raccontata dal diretto interessato, il quale ha una profondità d'animo ed un immenso amore che pochissimi hanno.
Mai mi era capitato che un libro mi catturasse fin dalle prime righe.